ICOPA International Conference on Penal Abolition

image001Nel 1981 il Comitato Quacchero Canadese sul carcere e la giustizia pose il seme che crescendo divenne l’ICOPA. Dal 1982 si sono tenute dodici conferenze internazionali in ogni parte del mondo.

Il movimento per l’abolizione del carcere è vecchio tanto quanto il carcere stesso. Nel XIX secolo voci come quelle di Thomas Buxton nel Parlamento britannico e di Victor Hugo in Francia condannavano il sistema carcerario e la giustizia retributiva.

Nel 1976 Gilbert Cantor, tra i primi editorialisti della rivista Philadelphia Bar, scrisse su quella prestigiosa pubblicazione: “Se il nostro intero apparato di giustizia penale e penitenziaria fosse semplicemente chiuso, ci sarebbe probabilmente una diminuzione della quota di comportamenti attualmente etichettati come “criminali”.

È giunta l’ora di abolire il giochetto del crimine e della punizione e sostituirlo con un paradigma di restituzione e responsabilità. L’obiettivo è la civilizzazione del trattamento di chi infrange le regole.”

Il moderno movimento abolizionista ha le sue radici nella criminologia critica europea a favore dell’abolizione e negli abolizionisti americani (principalmente quaccheri). Il gruppo legato a Fay Honey negli USA scrisse un libro fondamentale intitolato “Instead of Prisons”. Questo gruppo e questo libro favorirono la diffusione delle idee abolizionista in Canada. Il Comitato Quacchero sul carcere e la giustizia, che faceva parte del Comitato di servizio degli amici canadesi (amici è l’appellativo che usano i quaccheri per i propri correligionari, n.d.t), si è impegnato per anni nella formazione dei quaccheri canadesi sui temi dell’abolizione. Come risultato di questo impegno nel 1981 i quaccheri canadesi raggiunsero una posizione comune sull’abolizione del carcere con un documento che comprende la seguente affermazione: “Il sistema carcerario è sia una causa sia un risultato della violenza e dell’ingiustizia sociale. Nel corso della storia la maggior parte dei prigionieri è costituita dalle persone prive di potere e oppresse. È sempre più evidente come l’incarcerazione di esseri umani, al pari della loro resa in schiavitù, è intrinsecamente immorale ed è distruttivo tanto nei confronti dei detentori quanto nei confronti dei detenuti.”

Umilmente grato per questa elevata esperienza il Comitato Quacchero sul carcere e la giustizia si spinse a sognare nel 1982 di poter organizzare nel 1983 a Toronto la prima Conferenza Internazionale sull’Abolizione del Carcere. Bob Melcombe, Ruth Morris, Jake Friesen, e Jonathan Ruden erano a capo di un gruppo di 6-8 persone che con l’aiuto di dio fece avvenire il miracolo. La ICOPA I a Toronto richiamò 400 persone da 15 paesi tra Nord America, Europa e Australia. Con il contributo vitale di Frank Dunbaugh fu messa su una struttura per un comitato temporaneo e una newsletter (diretta da Ruth per i primi anni) con contributi da 9 paesi diversi. Si stabilì che ci sarebbe stata una conferenza ogni due anni, che il Comitato organizzatore internazionale avrebbe avuto la responsabilità politica di mantenere l’obiettivo abolizionista e pianificare il luogo e i temi principali di discussione di ogni conferenza e una volta che fosse stato individuato il luogo i comitati locali avrebbero pensato all’organizzazione di tutti i dettagli. Le conferenze ICOPA non sarebbero state come altri dibattiti che parlavano di alternative all’interno dell’attuale sistema e fornivano agli uomini di governo una piattaforma per difendere l’indifendibile. Avrebbero invece fornito a chi fosse consapevole che questo sistema è un malato terminale un’opportunità più unica che rara di proporre strategie per il futuro.

Si convenne anche che le conferenze generali si sarebbero alternate tra Nord America ed Europa, sebbene già allora si riconoscesse che nel momento in cui si sarebbe riusciti a ottenere la partecipazione da altri continenti sarebbe stato bene includere come sedi dell’ICOPA l’America latina, l’Africa e altri luoghi. Herman Bianchi dall’Olanda propose di ospitare lì l’ICOPA II nel 1985. L’ICOPA riunisce sempre insieme attivisti, ex-prigionieri e le loro famiglie, studiosi, lavoratori visionari che fanno parte del sistema e alcuni esponenti politici.

L’ICOPA III a Montreal nel 1987 apportò un cambiamento significativo, stabilito con chiarezza dal Comitato organizzatore internazionale. Siamo passati dall’abolizione del CARCERE a quella PENALE, mantenendo la stessa sigla ICOPA (In inglese PRISON e PENAL iniziano entrambi per P, da cui il mantenimento della sigla ICOPA, n.d.t.). La serietà e la correttezza di questo cambiamento sono diventate via via più chiare. Un sistema giudiziario e di polizia basato sulla vendetta necessita esattamente di qualcosa come il carcere se non addirittura peggiore nel caso in cui ci liberassimo del carcere. Perciò è stata una logica conseguenza aderire all’abolizionismo penale: liberarsi della vendetta come fondamento dell’intero sistema.

Ora non è necessario proseguire nella narrazione della storia dell’ICOPA – che del resto è raggiungibile su internet con molta facilità – per tentare di porre l’attenzione dei molti osservatori politici sul tema che ICOPA intende portare avanti. Si tratta di mettere in evidenza che la straordinaria ricerca dei modi, dei tempi e dei metodi per porre fine al regime carcerario non può fare a meno di riconoscere che ciò non è possibile senza la messa al bando del sistema penale in tutto il mondo che afferma come indispensabile la ricerca della libertà e della felicità dell’uomo.

Fu pressappoco intorno al 1993 che la famiglia Morris diede vita alla Fondazione Internazionale per una Società senza carcere, una piccola fondazione con sede a Toronto in Canada, destinata a fornire supporto alle conferenze.

ICOPA VIII si è tenuta ad Auckland (Nuova Zelanda) nel febbraio 1997. Nelle risoluzioni finali si auspica una sensibilizzazione del governo Neozelandese nel trovare soluzioni di giustizia restaurativa/trasformativa a partecipazione comunitaria per i crimini commessi dagli adulti nei confronti dei minori, così come di fermare i piani di edilizia carceraria di quel paese in favore di opzioni a favore delle comunità, insieme alla scarcerazione delle persone condannate a pene brevi. Si denuncia inoltre a livello generale (e negli USA in particolare) il processo di privatizzazione e di business carcerario, la sovrappresenza di popolazione indigena o discriminata su basi etniche nel sistema carcerario e delle persone con disagi psichici, il peso crescente della carcerazione e della repressione minorile. Si chiede la liberazione delle donne incinte e delle madri detenute, di fermare i processi di costruzione di carceri femminili di massima sicurezza in Canada, la depenalizzazione dei reati legati alle sostanze stupefacenti. Si chiede infine di porre termine alle condanne capitali, alle morti in carcere e per mano della polizia.

ICOPA IX si è tenuta a Toronto (Canada) nella primavera del 2000. Ai quattro giorni di conferenza hanno partecipato circa 500 persone dai quattro continenti (22 i paesi di provenienza). Argomenti di discussione sono stati i crimini commessi dalle aziende, l’accanimento del sistema penale nei confronti delle minoranze prive di potere. C’è stato un appello per una moratoria sulla guerra alla droga in occasione delle olimpiadi e uno per un’amnistia generalizzata in occasione del Giubileo. Nella marcia per le strade di Toronto che ha accompagnato l’incontro si sono verificati alcuni arresti dei partecipanti.

ICOPA X si è tenuta a Lagos (Nigeria) nel Settembre/Ottobre del 2002. Una serie di riflessioni hanno portato al centro il modello africano di giustizia alternativo a quello penale.

ICOPA XI si è tenuta a Hobart (Tasmania) nel febbraio 2006. Al centro della discussione sono state le politiche punitive in Irlanda del Nord, Palestina e Medio Oriente, la giustizia coloniale in Africa e le politiche

penali di Brasile, USA e Canada. Si sono analizzate le forme contemporanee che assume il verbo penale, la criminologia basata sulle vittime, il reinserimento post-carcerario e le barriere alla reintegrazione sociale, le forme di resistenza dentro il carcere e i loro contatti con l’esterno e con l’organizzazione delle comunità, la scrittura e l’arte come forme di resistenza.

ICOPA XII si è tenuta a Londra (Gran Bretagna) nel Luglio 2008. L’organizzazione è stata affidata alla Howard League for Penal Reform e i temi al centro del dibattito sono stati la capacità di fare scandalo da parte del messaggio abolizionista, il rapporto tra il carcere e le politiche sulla povertà, il ruolo della privatizzazione e del capitalismo nelle politiche penali, l’abolizionismo in relazione ai media e all’opinione pubblica.

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